IL SIGILLO DELLA CITTA’ DI PADOVA

SIGILLO DELLA CITTÀ DI PADOVA 2018
Il Comune di Padova e l’Associazione “Padova e il suo territorio” organizzano la cerimonia di consegna del sigillo della città ad alcuni benemeriti. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con le associazioni culturali che sostengono la rivista “Padova e il suo territorio”.

Giovedì 13 dicembre 2018, ore 16.30 Auditorium Centro Culturale Altinate/San Gaetano

Ricevono dalle mani del Sindaco di Padova, Sergio Giordani, il Sigillo della Città di Padova: Gianpaolo Barbariol, Vincenzo De’ Stefani, Giorgio Pullini, Patrizia Zamperlin.

Gianpaolo Barbariol ha operato per trentacinque anni nel Comune di Padova come capo servizio e poi capo settore del Verde pubblico, impegnandosi con intelligenza e passione per dotare la città di un moderno sistema di spazi e di collegamenti verdi. Si devono alla sua lungimirante attività la creazione del Parco Europa e del Roseto sui bastioni di Santa Giustina, il restauro del Giardino Treves e la riqualificazione dei Giardini all’Arena, l’introduzione dell’orticultura urbana e lo sviluppo dei parchi agricoli, il collegamento degli spazi verdi e dei percorsi ciclo pedonali coi tratti arginali. Continua, anche dopo il pensionamento, a occuparsi del verde in città con incontri e collaborazioni con le associazioni che hanno più a cuore il problema.

Vincenzo De’ Stefani, iscritto alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova, interruppe gli studi per dare vita, assieme al fratello maggiore Pierluigi, a un’attività nel settore meccanico: l’officina “La precisa”, minuscola nel numero di addetti ma non nella qualità, visto che vi si ideò e costruì il prototipo di una valvola di sicurezza per gas. Tornato agli studi universitari, si laureò in ingegneria meccanica a Pisa dopo aver vissuto già prima della laurea un’altra esperienza assai significativa in Francia. Partì da lì, e dalla sua passione per l’orologeria di precisione, una lunga storia di esperienze e di successi imprenditoriali nel settore meccanico, vanto per l’industria padovana anche a livello internazionale, che gli hanno meritato il titolo di cavaliere del lavoro. L’attaccamento a Padova e alla sua cultura lo ha spinto ad animare un gruppo di amici che
sotto la sua presidenza ha sostenuto per lunghi anni la rivista “Padova e il suo territorio”.

Giorgio Pullini, laureato a Padova nel 1951, ha svolto la lunga carriera universitaria nella città natale come docente di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea e dal 1976 come ordinario di Letteratura italiana. È ora professore emerito. Lo annoverano tra i soci l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti, l’Accademia Galileiana di Padova e l’Accademia Olimpica di Vicenza. Autore di numerosi volumi e saggi sulla narrativa e sul teatro dal Sette al Novecento, collaboratore delle più prestigiose riviste letterarie e teatrali,
è uno dei massimi conoscitori del teatro italiano e veneto, di cui ha recensito sulla stampa centinaia di rappresentazioni, come in misura ridotta testimonia il volume Sipario Rosso, edito nel 1998. È stato membro
di importanti giurie letterarie, quali i premi Comisso, Settembrini e Campiello ed ha ricevuto a sua volta numerosi riconoscimenti per la saggistica.

Patrizia Zamperlin, laureata in Pedagogia a Padova nel 1972, ha ricoperto per oltre vent’anni l’insegnamento universitario di Storia della scuola e delle istituzioni educative. È autrice di saggi sulla storia della politica scolastica e sulla storia locale dell’educazione. La sua figura è legata in particolare alla progettazione e alla realizzazione del Museo dell’Educazione dell’Università di Padova, che ha fatto crescere e apprezzare dalla comunità scientifica per la qualità e la quantità del materiale documentario raccolto. È stata membro del Comitato scientifico sulla Storia della scuola istituito dal MIUR, dove ha portato soprattutto l’esperienza maturata all’interno del Museo dell’Educazione patavino. Fortemente impegnata anche sul versante della divulgazione e della animazione culturale del territorio, ha curato numerose mostre di successo in sedi prestigiose, per illustrare il materiale scolastico e la sua storia.


SIGILLO DELLA CITTÀ DI PADOVA 2017
Il Comune di Padova e l’Associazione “Padova e il suo territorio” organizzano la cerimonia di consegna del sigillo della città ad alcuni benemeriti. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con le associazioni culturali che sostengono la rivista “Padova e il suo territorio”.

Ricevono dalle mani del Sindaco di Padova, Sergio Giordani, il Sigillo della Città di Padova: Maria Silvia Bassignano, Mario Battaliard, Luigi Francesco Ruffato, Giuliano Tabacchi.


SIGILLO DELLA CITTÀ DI PADOVA 2016
Il Comune di Padova e l’Associazione “Padova e il suo territorio” organizzano la cerimonia di consegna del sigillo della città ad alcuni benemeriti. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con le associazioni culturali che sostengono la rivista “Padova e il suo territorio”.

Ricevono il sigillo della città:

  • Roberto Luise
    classe 1938, padovano, terzo di una nidiata di rugbisti, ha giocato come trequartista centrale nella categoria rugby a quindici con le Fiamme Oro e col Petrarca contribuendo alla conquista del titolo italiano da parte delle due squadre per ben sette campionati di seguito. Con la nazionale debuttò nel 1959 contro la Francia. L’ultima sua presenza risale al 1972 contro la Spagna. È persona molto conosciuta e stimata nel mondo dello sport per le sue attività a favore dell’ambiente rugbistico e per essersi impegnato in più occasioni nel ripristino e nella manutenzione di impianti e strutture per l’accoglienza dei giovani. Ha saputo pure dedicare il suo tempo a iniziative di solidarietà verso persone bisognose e nell’assistenza di anziani. Viene additato da molti come esempio di quello spirito di correttezza, di disponibilità, di serietà che dovrebbe caratterizzare il vero sportivo.
  • Maria Teresa Nicoletto
    ​è figlia di Aldo (Mino) Nicoletto, che nel 1964 fondò la sua azienda a Piazzola Sul Brenta, giungendo a dare lavoro anche a più di 600 persone. Negli ultimi anni c’è stato un ricambio, con l’ingresso di moltissimi giovani. Attualmente nell’azienda sono occupate circa 300 persone. Assieme al figlio Riccardo Della Piazza, Maria Teresa ha dimostrato eccellenti qualità manageriali dirigendo un’impresa che si caratterizza per la qualità dei capi prodotti mantenendo le modalità del tradizionale lavoro artigianale e rinunciando per principio a forme di delocalizzazione della produzione. È significativo il fatto che molte persone lavorano in Belvest da decenni, seguendo le orme dei loro genitori, segno inequivocabile di una tradizione sartoriale dove il “mestiere” e la fedeltà all’azienda si tramandano di generazione in generazione.
  • Giuliano Scabia
    nato a Padova nel 1935, dove si è laureato in filosofia morale nel 1960 con Ezio Riondato. È scrittore d’ingegno, poeta, drammaturgo e narratore dei propri testi. Ha insegnato Drammaturgia al DAMS di Bologna dalla sua fondazione ed è stato protagonista di alcune tra le esperienze teatrali più vive degli ultimi decenni. In capo al mondo (Einaudi, 1990) è la sua prima opera di narrativa, cui è seguito Nane Oca (1992): da queste storie “pavane” si sono originati due distinti cicli romanzeschi nei quali il territorio padovano è descritto e trasfigurato come sfondo alle avventure dei personaggi; l’ultimo episodio è contenuto in L’azione perfetta (2016). I suoi disegni (in copertina e all’interno dei libri) sono parte integrante dell’universo poetico, fisico e metafisico, che un autore come Scabia riesce a creare per i lettori.
  • Renzo Scortegagna
    già docente di Sociologia dell’Organizzazione nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova, è stato fondatore e animatore del “Progetto Formazione continua”, che promuove corsi tematici di cultura per la terza età. È direttore responsabile della “Rivista di Servizio Sociale” organo dell’Istituto per gli Studi sui Servizi Sociali di Roma, che opera per un progressivo riassetto dei servizi sociali nel nostro paese secondo un preciso orientamento basato sul decentramento e sull’unificazione dei servizi a livello territoriale. Tra i suoi numerosi scritti si segnalano Invecchiare (il Mulino) e Vivere e morire con dignità (Marsilio). Fa parte del Consiglio direttivo del Centro Studi Alvise Cornaro, associazione che persegue una ricerca scientifica di particolare interesse sociale nel campo dell’invecchiamento.

15 dicembre 2015

CONSEGNA DEL SIGILLO DELLA CITTÀ DI PADOVA

Ricevono il sigillo della città:

  • Gianni Conte
    nato a Padova nel 1926, dopo la laurea in medicina e chirurgia e il conseguimento di varie specializzazioni, è stato docente della Scuola specialistica in Radiologia e Radioterapia dell’Universitàdi Padova e primario della Divisione di Radioterapia Oncologica dell’Ospedale di Mestre. È autore di numerose pubblicazioni inerenti l’Oncologia, la Medicina nucleare, la Radiologia, la Radioterapia e la Radiobiologia. Nell’ambito della Lega italiana per la lotta contro i tumori ha organizzato convegni, corsi di aggiornamento e campagne per la prevenzione dei tumori. Cessata l’attività professionale, è entrato a far parte del direttivo del Circolo Storici Padovani, di cui è presidente dal 1997, divenendo il principale animatore della sua attività con conferenze, visite a mostre e viaggi culturali in Italia e all’estero.
  • Sergia Jessi
    nata a Bolzano nel 1939, si è laureata in Giurisprudenza a Padova, dove tuttora risiede. Appassionata d’arte, ha seguito corsi di specializzazione in Interior design, Antiquariato e arredi antichi, Arte moderna e contemporanea europea e Arte precolombiana. È stata direttrice per quindici anni del settore culturale–artistico della Fondazione Ghirardi di Villa Contarini dirigendo la scelta, l’allestimento e la stesura dei cataloghi di oltre 200 mostre, tra cui cinque biennali trivenete di pittura, scultura e grafica. Come critica d’arte collabora a mostre antologiche, partecipa a conferenze, concorsi e altre manifestazioni artistiche, o rivolte alla valorizzazione della bellezza floreale. È pubblicista del Corriere della Sera per il Veneto nella sezione cultura e spettacolo e di altre riviste.
  • Giovanni Battista Trolese
    nato a Piove di Sacco nel 1939, scelse fin da giovane la vita monastica continuando gli studi presso l’abbazia di Praglia. Compì la professione religiosa a S. Giustina nel 1963, assumendo il nome di Francesco. Nei primi anni settanta fu chiamato a dirigere la Biblioteca statale del monumento nazionale di S. Giustina che per suo impulso si trasformò  e si rinnovò nei servizi diventandoun luogo di ricerche ideale e sede di un centro per la promozione degli studi di storia ecclesiastica in ambito veneto. Laureato in teologia dogmatica, è studioso di spicco del monachesimo, curatore di numerose pubblicazioni a carattere storico e autore di un centinaio di saggi sulla storia e la cultura dei monasteri, con particolare riferimento a Santa Giustina, di cui è stato abate dal 2009 al 2015.
  • Lorenzo Rizzato
    nato a Padova nel 1931, diplomato all’Istituto d’arte Pietro Selvatico, dopo una iniziale attività di designer ha operato come tecnico disegnatore presso l’Istituto universitario di idraulica. Nel 1955 cominciò a frequentare la scuola di teatro di Costantino De Luca, venendo presto a contatto con altri attori e registi d’avanguardia. Nel 1964 ha fondato il Teatro Popolare di Ricerca, a cui affluirono giovani e intellettuali padovani aperti a esperienze artistiche innovative. Continuando la tradizione del Teatro dell’Università di Padova, nel 1971 il TPR diventa anche Centro Universitario Teatrale, portando avanti, sotto la spinta di Rizzato, una serie di ricerche e di sperimentazioni che ottengono riconoscimenti anche a livello internazionale. Come attore e come regista Rizzato ha animato numerosi spettacoli e manifestazioni legate anche al mondo della cultura e della solidarietà, come le esperienze teatrali con disabili.

Giovedì 15 dicembre 2014
CONSEGNA DEL SIGILLO DELLA CITTÀ DI PADOVA

Ricevono il sigillo della città:

  • Francesco Canella, 83 anni, terzo figlio di una famiglia di agricoltori di Veggiano, a 14 anni ha iniziato a lavorare fuori casa come garzone di bottega presso lo spaccio ONARMO. Diventato in seguito titolare di un negozio di salumeria in via Curzola, ha  creato  nell’arco  di  quarant’anni,  affiancato  dai  fratelli  Pietro  e  Settimo,  una  catena di supermercati che abbraccia oggi 103 punti vendita e che coinvolge oltre tremila collaboratori. “Siamo una famiglia” racconta egli stesso, comparendo nello spot, tutto padovano, che appare in questi giorni nei cinema e alla tv, sull’esempio
    di  altri  noti  personaggi  del  settore  alimentare,  e  lasciando  di  sé  il  ritratto  di  un  imprenditore  che  ha  conservato  negli  anni  l’entusiasmo  di  quand’era  ragazzo  e  quelle doti di umanità, di attaccamento al lavoro e di generosità che l’hanno sempre accompagnato.
  • Gustavo  Millozzi,  nato  a  Torino  nel  1934,  inizia  la  sua  attività  di  fotografo  dilettante  a  Venezia  entrando  a  far  parte  del  circolo  fotografico  La  Gondola,  che  riuniva un gruppo di promettenti fotografi. Trasferitosi nel 1961 a Padova, è tra i fondatori  del  Fotoclub  Padova,  diventando  animatore  di  iniziative  a  favore  della  promozione  della  fotografia  e  organizzatore  di  mostre  e  di  eventi  fotografici  a
    livello nazionale, che gli consentiranno di ottenere i più prestigiosi riconoscimenti in quest’ambito, tra cui la distinzione di Maitre della
    Fédération Internationale de l’Art  Photographique,  di  cui  è  Vicepresidente  onorario.  Le  sue  qualità  artistiche  sono state di recente oggetto di una mostra antologica organizzata dal Comune di Padova nella sede di Palazzo Zuckermann, che ha riunito in due distinte sezioni i suoi scatti in bianco e nero, magistrali per l’intensità dei ritratti e per le immagini di Venezia pittoresca e di Padova universitaria e goliardica.
  • Lionello Puppi, nato a Belluno (1931), è stato per più di 15 anni docente di Storia dell’architettura e dell’urbanistica all’Università di Padova, dove ha studiato e si è laureato  con  lode,  per  poi  ricoprire  altri  insegnamenti  nell’Università  di  Venezia.
    Il  periodo  padovano  è  stato  particolarmente  fecondo  per  la  sua  attività  di  storico  dell’arte  e  dell’architettura,  legato  a  importanti  iniziative  culturali  di  livello  nazionale e internazionale, e contrassegnato soprattutto da numerosi contributi sui più  celebri  monumenti  della  nostra  città,  confluiti  in  prestigiosi  volumi  illustrati,  entrati  a  far  parte  del  patrimonio  bibliofilo  padovano.  La  conoscenza  storico-artistica della città lo ha portato anche a redigere, assieme al compianto Giuseppe Toffanin, una  moderna Guida di Padova, che è tra gli strumenti di più immediata e utile consultazione. Il Sigillo vuole esprimere allo studioso la riconoscenza della Città e delle associazioni culturali cittadine.
  • Luigi Zanesco, nativo di Asolo (1935), ha condotto a Padova i suoi studi universitari fino  alla  laurea  in  Medicina  e  Chirurgia.  Lo  studio  delle  malattie  oncologiche  ed  ematologiche pediatriche condotto anche in centri d’avanguardia all’estero lo porta a  dar  vita  nel  1975  a  Padova  al  “Centro  per  lo  studio  delle  leucemie  e  malattie  affini”,  che  ha  sviluppato  il  trapianto  di  midollo  osseo  ed  è  diventato  punto  di
    riferimento  nella  diagnosi  di  leucemie,  linfomi  e  sarcomi  per  l’oncoematologia  pediatrica  italiana.  La  sua  dedizione,  come  direttore,  per  25  anni,  della  2a  Clinica  Pediatrica  dell’Università  di  Padova,  poi  denominata  di  Oncoematologia,  lo  ha  portato  a  coagulare  negli  anni  l’impegno  di  varie  associazioni  volontaristiche  (AIL,  CASOP,  Team  for  Children)  e  della  Fondazione  “Città  della  Speranza”,  a
    potenziare la ricerca e a migliorare l’assistenza e il benessere dei giovani malati.

Giovedì 19 dicembre 2013
CONSEGNA DEL SIGILLO DELLA CITTÀ DI PADOVA

Ricevono il sigillo della città:

  • Gioacchino Bragato, nato a Saonara nel 1940, inizia a lavorare come sguattero in trattorie e ristoranti di Venezia. Rientrato a Padova, dopo un lungo apprendistato è assunto come cuoco nella trattoria “il Pero”, grande crocevia di artisti. Alla clientela degli amici pittori mostra i suoi primi quadri naïf, ricevendo incoraggiamenti e stimoli. Nel ’69 partecipa con successo alla Biennale di Rovereto. Seguiranno varie mostre personali e partecipazioni a rassegne naïf che lo porteranno ad affermarsi addirittura a livello internazionale. Bragato ha mantenuto nel suo modo di essere la schiettezza e la cordialità della persona semplice e generosa, che sa trasmettere a chiunque simpatia.
  • Eleonora Dalla Pasqua, nata nel 1933, passò la prima infanzia nell’orfanotrofio di via Ognissanti. Dopo una adolescenza difficile, trovò nell’impiego e nel matrimonio un nuovo equilibrio e quell’entusiasmo nella vita che cercò di trasmettere anche fuori della cerchia familiare, attraverso l’insegnamento. Studiando privatamente si diplomò maestra, raggiungendo più tardi anche la laurea. A 64 anni decise di insegnare ai carcerati entrando a far parte di una associazione di volontari. Per meglio aiutarli nelle questioni giuridiche studiò giurisprudenza, ottenendo la laurea, a 71 anni. La casa “Piccoli Passi”, per l’accoglienza di detenuti in permesso e delle loro famiglie, che ha diretto a lungo con capacità e competenza, deve molto alla sua quotidiana e instancabile presenza.
  • Gilberto Muraro, nato a Padova nel 1939, studioso di economia pubblica, come rettore del nostro Ateneo ha legato il suo nome all’attivazione della facoltà di Economia, divenuta in breve facoltà di eccellenza, e ad altre realizzazioni, tra cui l’approvazione del primo statuto autonomo dell’Università di Padova. Ha portato il frutto delle sue competenze ed esperienze al servizio di varie istituzioni centrali nel dibattitto economico nell’ambito del nordest, segnalandosi anche come apprezzato editorialista. Continua a sostenere le iniziative culturali promosse dall’Associazione Mazziniana di Padova, di cui è presidente onorario, e ad operare nel campo del volontariato partecipando a iniziative di solidarietà e a fondazioni di ricerca.
  • Franco Ruzza alla fine degli anni ’60 era un giovane lavapiatti in una azienda di cinque soci. In 45 anni di attività, con in tasca solo la licenza elementare, ma operando con professionalità e passione, ha saputo realizzare un piccolo impero nell’ambito della ristorazione e del catering. La sua azienda, prima ad aver aperto a Padova un self service di qualità, è oggi tra le più rinomate del nordest e dà lavoro a una quarantina di persone. Ruzza è un bell’esempio non solo di lavoratore, ma anche di persona pronta a partecipare ad iniziative di solidarietà, offrendo servizi gratuiti a categorie svantaggiate.
  • Pier Giovanni Zanetti, docente di agraria presso gli istituti tecnici, dopo una breve esperienza nell’amministrazione pubblica, si è dedicato alla ricerca sull’evoluzione del territorio, fondando nel 1984 l’associazione Lo Squero. Nel 1991, adattando l’ultimo burcio al trasporto passeggeri, ha dato inizio pioneristicamente al turismo culturale lungo i corsi d’acqua padovani. Oltre ad aver curato l’allestimento del Museo della Navigazione fluviale di Battaglia Terme, che ha diretto nei primi tre anni, è autore di numerose pubblicazioni dedicate alla storia dei borghi e dei canali cittadini, della riviera euganea, dei mestieri legati all’acqua e all’agricoltura veneta. Si è sempre distinto per l’impegno e il rigore nella ricerca e per le capacità organizzative.